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Odontoiatria e ritrattamento

Se il dente non è guarito con un trattamento endotontico si effettua un ritrattamento definitivo per la seconda volta

In alcuni casi, un dente che è stato precedentemente sottoposto a trattamento endodontico (chiamato semplicemente “devitalizzazione”), può non arrivare a completa guarigione o continuare a dare una sensazione di dolore, più o meno fastidiosa, anche dopo molti mesi o anni, dalla terapia. In questi casi si può intervenire sul dente una seconda volta e definitivamente, con il ritrattamento.

Quando c'è ancora dolore!

Nel primo trattamento dunque, la polpa viene rimossa perché irrimediabilmente danneggiata. Ma nonostante la rimozione della parte interna infiammata, e nonostante l’otturazione, un dente può richiedere un ritrattamento, per varie cause:

  • incompleta detersione dei canali, oppure otturazione non accurata: alcuni canali sono talmente stretti o curvi che la strumentazione usata per ripulirli non è del tutto efficace, non riuscendo nemmeno con i più piccoli strumenti, a percorrerli. Ci sono anche canali tanto piccoli che la loro individuazione diventa molto difficile, o canali che vengono otturati in modo approssimativo (per evitare otturazioni mal eseguite, ci si raccomanda sempre di affidarsi a veri professionisti, con comprovata professionalità ed esperienza);
  • trauma radicolare: a causa di un trauma potrebbe fratturarsi la radice e svilupparsi un’infezione o una ciste all’apice della radice;
  • carie: una carie può compromettere il dente, distruggendone la corona, ed esponendo il materiale dell’otturazione all’attacco dei batteri e alla saliva, portando così una nuova infezione fino ai canali delle radici. L’otturazione incrinata o la “decementazione” della corona, o anche di un perno radicolare, avrebbero le stesse conseguenze dannose.

Detersione e otturazione dei canali

Intervenire con ritrattamento vuol dire che il dente verrà riaperto, e si provvederà con nuova e accurata detersione dei canali, e otturazione degli stessi. Nei casi più complessi, in cui per esempio si presentino canali curvi, lo specialista potrebbe intervenire, se necessario, con un’incisione della gengiva, per arrivare all’apice del dente e poterlo sigillare con precisione (operazione che chiamiamo apicectomia, e otturazione retrograda).

Per un ritrattamento ci si può affidare in genere a un odontoiatra, perché è sufficientemente preparato a questo tipo di intervento, ma spesso ci si trova davanti a casi molto complessi ed è necessario rivolgersi allora a specialisti del settore, che intervengono quasi esclusivamente in casi simili e si impegnano professionalmente quindi in modo mirato nel campo dell’Endodonzia (devitalizzazioni): questo garantisce la buona riuscita degli interventi, per l’esperienza nell’esecuzione di queste terapie.

L’assoluta certezza del successo di un ritrattamento non può essere garantita, ma questo intervento è spesso la sola alternativa all’estrazione di un dente. Il paziente, comunque, riceverà dall’odontoiatra tutte le informazioni necessarie sulle alternative terapeutiche possibili, e potrà decidere con tutta tranquillità e soprattutto in piena consapevolezza.

Purtroppo l’alternativa più comune è l’estrazione del dente, e questa comporta altre complicazioni: una volta estratto, può verificarsi lo spostamento dei denti vicini, che interferisce poi nell’occlusione, compromettendo la masticazione.

E’ possibile rimpiazzare il dente estratto con un ponte che viene ancorato ai denti vicini, oppure con un intervento di implantologia (impianto nell’osso).

Nei casi eccezionali

Ci sono casi particolari in cui, non potendo intervenire con ritrattamento, si può lavorare a un reimpianto del dente stesso, in modo pressoché immediato: si estrae il dente, si esamina attentamente la causa della lesione, si procede poi con la cura della radice per concludere con reimpianto. Se il dente lo permette, sarebbe un’ottima alternativa, ma non sempre è possibile.

I costi del ritrattamento in genere sono più alti rispetto alla normale devitalizzazione (primo trattamento), e sono dovuti alle difficoltà e alla delicatezza del lavoro, oltre a tempi operativi più lunghi, per avere dei buoni risultati dalla terapia.

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